Photo Notes

ott  09
29



  

The great escape…

Archiviato in: Dark Side — Blue Road @ 10:01 PM

Don’t know how much I fear the nothing eternity
Also I would like to believe in the faith but I don’t succeed there,
believe I would exchange gladly me the nothing
with to burn in the hell…

We will save our lives
from the trap of the nothing?

ott  09
24



  

Radio Varsavia 1939

Archiviato in: JPG Magazine, Modern Times, Time Road — Blue Road @ 9:49 PM

 

 

 

 

L’ inverno lo sai, qui a Varsavia ha due volti, uno contempla l’ agonia del tordo, l’ altro sorride a un vaneggiante… L’ inverno per noi e’ una scintilla, meglio se il giorno appasisce nella notte… meglio se tra giorno e notte sanguina il tramonto… non siamo noi forse, quelli che una parola pronunciata da bocche disattente destino’ al ritorno?

 

L’ albero troppo alto, che il ghiaccio ammala dritto davanti alla collina… quando al crepuscolo ti siedi sulla tua memoria… Lo vedi, hanno disposto un unico sentiero. Con dita ferme hanno tracciato per ogni passo una ferita… una preghiera per ogni parola che non ritorna. Un unico sentiero che batte a stento un cuore di selva, nel legno che patisce cifre innominabili, quella corteccia coi nostri nomi mutati in un’ altra lingua… quando verranno chi leggera’ l’ intraducibile non sapra’ mai cio’ che siamo stati…

 

Ora scendiamo parola e gelo, dentro l’ abisso di cani addormentati… tu la materna bocca, io che per troppo camminare non ho che pietra, decisi per quella mano estrema che leva la fiaccola tremante prima che sverni nella tenebra… se ancora puo’ splendere qualcosa… prima che teste prive di luce si abbandonino al nevischio e sulla soglia si affacci il muso lento della morte…

 

In questa radura, prossima alla guerra, giace il piu’ mite tra i cumuli di neve… un fiore e’ appeso al nulla… guarda… nessuno piange nei miei occhi. Occhi che saranno ostili alla parola, forse inghiottite nel muto abisso… insegnami, povero fiore abbandonato, la tua resistenza sotto il cielo…

 

Cicatrice che sanguini nell’ anima, tu che fai luce tra le mie parole di buio… lascia che io vacilli tra queste facce ignote, che vanno in esilio verso la morte… ferita fissa nel mio cuore, come stella malata dentro l’ occhio accompagna chi vuole camminare, chi non arretra davanti alla sottile soglia del dolore, piaga tremante… lo sai che i disperati attendono pazienti sulla soglia…

Benedetto il tuo sorriso, Donna Mia… che rischiara la notte del mio sguardo…

 

Le stelle ordineranno agli occhi di tacere e campera’ la bestia delle notti, muta nel letto dove penetra a stento l’ ora di fango, sara’ bandita la memoria… e le citta’ sranno sorvegliate da un tremito di mani… se mai salperemo verso un orizzonte, sara’ per il fischio rapace di un treno che ci chiama… per la furia che rode l’ anima dei buoni.

Soltanto tu, l’ assente, ti sarai fatta il sole di un’ Estate nelle mie parole… e tu sola custode dei miei furiosi silenzi…

 

Nel Si, detto alla lacrima, raccogli una ciotola di nulla, offrila al nostro Dio nemico, tu che resisti nella mano oscura, che visita noi… mortali… piu’ pallida dell’ acqua scaraventata nel deserto… ombra che mi sostiene nella catastrofe di luci…

 

Crepano, sulla collina spoglia, li senti pregare nell’ anfora rotta della ragione… il cielo declina la sua parola… fintanto che il suono e’ metallo corrotto… fintanto che i cuori vaneggiano a galla nella sete dei morti. Mani di gelo, per quale viaggio mi prendi per mano… chi conta le ore del orologio muto che batte al posto del cuore…

Un Dio straniero che vorrebbe avanzare, lento come una bestemmia, nella luce degli occhi…

Un Dio straniero che vorrebbe avanzare, lento come una bestemmia, spaventato in un male piu’ forte di lui…

Crepano…

Sulla collina spoglia i soldati…

Finche’ chiameranno tramonto… questo sangue prestato all’ orizzonte…

 

Ma tu, l’ Europa, tramonti con uno sguardo gelido… sei notte e macello… i ragazzi ti bruciano nel petto… si amano per quanto stranieri…

Sei Terra lasciata morire nel gorgo dell’ acqua… ti piangono addosso capelli di cenere… sei anima senza ritorno, nell’ occhio scagliato contro la Terra…

Il tuo sole si spegne, nella bocca ferita delle tue sentinelle…

Nel gravido sonno della cagna guardiana…

 

L’ amore e’ stato ospite qui, un giorno, dove ho raccolto questo anonimo fiore… quando voltavo la faccia alla guerra… laggiu’ si e’ seduto l’ amore in tutta la sua oscura prigione… guardando in faccia la notte e la linea ostile del vento…

 

Ora riposano qui le parole…

Finche’ non cessera’ la pioggia… la cui acqua tiene a galla gambe e parole… nel fango…

Attraversando paesi di innocenti abitudini…

 

 

 

Radio Varsavia 1939

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 22 Luglio 1941: la giovane donna della porta accanto sta per sposarsi.

Al secondo piano di Merwedeplein 37 ad Amsterdam si affaccia

una ragazzina per dare un’ occhiata.

E’ Anne Frank.

Questo unico video esistente della scrittrice simbolo della Shoa e’ stato caricato su You Tube

dalla Anne Frank House in Amsterdam.

Il Museo di Amsterdam cerca anche in questo modo di portare l’attenzione delle nuove generazioni

sul diario e la storia di Anne Frank.

Se potete diffondetelo sui Vostri blog.

 


 

 

 

“Se cerchi un colpevole, guardati allo specchio”.

 

 

 

 

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ott  09
23



  

L’ indifferenza…

Archiviato in: Modern Times, Stone Road — Blue Road @ 2:10 PM

La storia della morte del piccolo Elvis di 6 anni da Capo Verde e di sua madre tutt’ ora in fin di vita e con poche speranze di salvarsi, ha dei tratti paradossali e tragici al contempo.
Elvis e’ venuto a morire in miseria a Napoli, dopo essere sfuggito insieme alla madre ad una miseria ancora piu’ terribile. Ed e’ morto in uno di quei quartieri di Napoli, La Sanita’, in uno di quei bassi dove alberga tanta poverta’ e’ vero, ma anche un’ immensa dignita’. Colpiscono nella tragedia i particolari della vita delle due vittime. La frenetica attivita’ di una madre che non ha altra ragione di vita se non il proprio figlio. E di un bimbo gentile e sorridente. Sono stati uccisi da una bolletta non pagata e da un braciere acceso per scaldarsi dal freddo di questi giorni. Questo e’ il senso della tragedia che oggi ci troviamo a vivere: la poverta’ ampiamente studiata, sezionata, dai piani alti della burocrazia. La poverta’ non sta nei tomi, nelle carte o nelle righe, ma bussa alla porta di molte persone che vivono accanto a noi. L’ illusione che la miseria potese essere derubricata, almeno da noi, dalle emergenze e’ svanita sotto i colpi di un piano di rilancio economico e sociale che nel Mezzogiorno non e’ mai decollato.
La ricerca di un posto di lavoro, anche il piu’ umile, e’ comune a coloro che fuggono da una miseria ancora piu’ nera e di quei giovani e operai che vedono mortificata la loro dignita’ di esseri umani.
Una tragedia come quella del Rione Sanita’ misura lo stato del vivere civile a cui stiamo andando incontro pericolosamente. Non e’ questa la societa’ che vogliamo. Una societa’ basata sull’ indiferenza e sulla fatale preminenza della miseria sulla speranza, la storia di una vita fatta solo per sopravvivere. Le cronache hanno raccontato una storia di una donna che cercava disperatamente ogni giorno le soluzioni precarie per poter vivere con dignita’ la sua esistenza e quella di suo figlio. Manuela, se avesse fatto una scelta diversa avrebbe forse evitato il compimento della tragedia. Ma non l’ ha fatto.
La politica deve rispondere, e comprendere che questi e non altri sono i nuovi problemi di tutti gli italiani. Sono finiti i tempi della costernazione solo quando un evento nefasto si realizza, sarebbe ora, invece, di una sana e robusta indignazione, perche’ quando siamo di fronte ad una tragedia come quella del Rione Sanita’, che tocca ancora una volta un bambino, non si puo’ piu’ parlare di emergenza, ma di quella che sta diventando ogni giorno una triste regola.

ott  09
21



  

Posti fissi…

Archiviato in: Working Class — Blue Road @ 5:55 PM

 

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate,tornando a sera,
cibo caldo e visi amici.
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per un sì o per un no.

(Primo Levi)

 

 

 

ott  09
20



  

On the Road

Archiviato in: Road Notes — Blue Road @ 9:09 PM

 

 

It’s rising through the foggy dew 
a hot sunshine from the sky blue, 
likes a fall floods 
lighting ours dark roads.
 

 

 

ott  09
20



  

Dov’e’ la dignita’ ?

Archiviato in: Italians, Working Class — Blue Road @ 8:55 PM

La grande rovina d’Italia, siamo noi italiani, la coviamo nell’ animo di beceri incivili privi di un’etica anche minima, e la infliggiamo ogni singolo giorno con grande zelo ad altrettanti nostri simili. E si badi bene allo snodo cruciale: lo scempio che siamo come cittadini, lo replichiamo in ogni altro aspetto della nostra ‘polis’ senza eccezioni, superando in distruttività qualsiasi scandalo politico, legge iniqua o corruttela della ‘Casta’. Se non vediamo ciò, se non ci curiamo intellettualmente, ogni altro “marchingegno” per un’Italia migliore sarà una perdita di tempo. Ed un’ immane tragedia…

ott  09
20



  

An oileán na cloiche

Archiviato in: Sea Land — Blue Road @ 1:36 AM

 

Dived mé isteach san fharraige nós deilf

snámh ar an aigéan

suaimhneas silences naofa ina bhfuil focail

agus gabhaim buíochas leis na dathanna go caress mo shúile…

ott  09
16



  

Mediterranean island

Archiviato in: Campania, Sea Land — Blue Road @ 8:45 PM

Mysterious, attended and feared. Picked words in my world in continuous action…

I want ampler roads in my mind…

They crowd thoughts as drops of cloud falls in the sea…

ott  09
10



  

Runaway

Archiviato in: WEA Road — Blue Road @ 9:04 PM

I have breathed ash on the fund of the crater

I have asked help when the tyrant won

I have called earth this sold ground…

 

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ott  09
7



  

Laudate…

Archiviato in: Front Page — Blue Road @ 10:22 PM

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni
personali e sociali. Costituzione della Repubblica italiana, Articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni
personali e sociali. Costituzione della Repubblica italiana, Articolo 3

ott  09
5



  

Road Notes 3

Archiviato in: Road Notes — Blue Road @ 12:40 AM

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