La legge e’ uguale per tutti… gli straccioni.

Più uno stato è corrotto e più fa leggi.
(Tacito I sec. d.C.)


Più uno stato è corrotto e più fa leggi.
(Tacito I sec. d.C.)


Door left half open of sleepless hopes,
to conceal the wayfarer from the light footstep,
the doubt walks on the line
of a burden that doesn’t have tears anymore…

E’ una strada che unisce il Cielo e la Terra, un passaggio che lascia attraversare uno di quegli strani miracoli di questa terra assurda nelle sue tragiche e magnifiche contraddizioni.
Nocelle e’ un paese dalle stradine che si attraversano solo a piedi o a dorso di mulo, dove tutti conoscono tutti. Non ho difficoltà a giungere a destinazione, se non quella di voler godere ogni centimetro di quel paesaggio. Arrivo a Nocelle grazie alle indicazioni del Prof. Aniello De Nicola, primario dell’ ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. In piena guerra della monnezza, sia reale che metaforica decido, almeno per un giorno, di non contribuire anch’ io alla sistematica distruzione mediatica della mia regione. Mi sono messo in cerca di un miracolo. Uno di quelli che sanno fare uomini degni di fregiarsi di tale appellativo. Attraverso gallerie scavate nella roccia, in un contrasto di colori che vanno dal verde della vegetazione fittissima, alle tonalita’ intense del blu che si fondono in una particolare tonalita’ di verde del mare di Positano. Mi sento lontano anni luce dalle rivolte per la monnezza di Pianura, di Chiaiano, dai cumuli di rifiuti per le strade e dalle prime pagine dei giornali che offendono la millenaria storia di questa terra, e la dignita’, parola ormai scomparsa dal lessico di politici inetti ed incapaci. Sonia mi accoglie in casa con un grande sorriso, e prima di lasciarsi fotografare mi prepara un caffe’.
Sonia Casola, involontaria protagonista di quel miracolo che stavo cercando. Aveva partorito col taglio cesareo all’ Ospedale “De Luca e Rossano” di Vico Equense. All’ atto di mettere al mondo la sua bambina veniva colpita da “cardiomiopatia peripartum” e finendo in coma per oltre due settimane. Trasferita all’ ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, veniva affidata alle cure del Prof. Aniello de Nicola, primario di anestesiologia per scongiurarne il decesso.
La vicenda ha avuto un felice epilogo, che non ha trovato molto risalto sulla stampa nazionale. Un epilogo che forse meritava un approfondimento, sia sul piano clinico che umano. Per questa ragione il marito della signora Sonia, dopo la durissima prova vissuta, ha inteso farsi portavoce di questa vicenda familiare dai forti risvolti umani, ma altrettanto sul piano scientifico perché il successo costituisce certamente la prova che è stato compiuto e si stanno compiendo passi avanti sulla strada della conoscenza e quindi anche della lotta e della prevenzione a mali incurabili.
Il felice epilogo e’ una macchina salvavita, ideata e costruita interamente in Campania. “Decapneizzatore Extracorporeo”, in funzione da alcuni mesi nell’ ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. La macchina e’ capace di estrarre dal sangue l’ anidride carbonica. In pratica il sangue in circolazione extracorporea viene filtrato dall’ apparecchio, che lo reinfonde nuovamente al paziente privo dell’ anidride carbonica, vicariando la funzione polmonare insufficiente o assente. Con questo apparecchio sono stati salvati pazienti con broncopatie croniche ostruttive e con gravi stress respiratori che con i tradizionali supporti non sarebbero sopravvissuti.
Dopo le foto, Sonia mi accompagna per le strade del paese, raccontando la sua storia. La saluto con la promessa di tornare e regalarle le foto stampate, e di gustare la cucina del suo ristorante. Alla richiesta di indicarmi la strada piu’ lunga per tornare alla moto, non sembra stupita. ” Tutti vanno via piano da queste parti”, mi dice.
Le chiedo il nome della strada… sorride… ” Il Sentiero degli Dei”.

…con le mani a salutar del cielo dio e le stelle
la croce se la scolpiscono financo sulla pelle…


Uomini lieti, fiori spargete davanti al nobile nostro signor…
Il suo gran core vi serba intatto d’ un piu’ bel fiore l’ almo candor…
In suo cor v’e' luce,
ma parola di pace
egli arroventa chiodi
per lacerar di nuovo le carni
di Cristo in croce…
Uomini lieti, fiori spargete davanti al nobile nostro signor…
Udite or lieta novella dalle mani lorde creata d’ un teocratico conservator…

I am sheltered me in the desert, where every thing is mine, even if it is only sand.
Where I can sleep, tired or to stop me to dream things that I will never see.
Where the words that make echo in the silence are. Where nothing is everything for me.
Here in this desert of asphalt.
What my crib has been
What my house has been.
And tomorrow my grave…


On the shoulders of the wind
they ascend
water’s mountains
producing precipices.
There is no sail because there is no word…
to this time all keeps silent
only the pendulum of my heart
it is sunk in the oily storm
to revive stronger.


… e’ un mostro. Un pericoloso delinquente.
Conformista.
Colonialista.
Razzista.
Schiavista.
Qualunquista…
(Pier Paolo Pasolini)

Chi ha paura della morte si offenda.La morte è una riviera musicale, il seno curvo della donna amata.Non c’è spazio tra l’uomo e la sua morte.Soltanto il batticuore di un nemico che ride al suo passaggio.
(Alda Merini)
