Lo sforzo della liberta’…

Verba volant… feci manent…
(Paola Gioggi)

Lascia i miei dubbi scorrere attraverso le celle dei pensieri…
e poi in profondo ricoprirli di sabbia…
…perche’ nel mio perenne migrare
non ho mai visto Terra… ma solo un miraggio lontano.

Riceviamo, condividiamo, e pubblichiamo,
come dicono quelli che parlano bene…
tratto dal blog “non leggerlo”
clicca sul notebook per l’ articolo originale.
Mi scrive un Carabiniere. Ecco, mi dico, il blog è spacciato. Ed invece no. Tutt’altro, è una bella lettera. Gli chiedo se posso pubblicarla, mi dà il nulla osta, ma dice di lasciar perdere Nome e Cognome, riportarli significherebbe mettere in pericolo il suo lavoro. Ci potrebbero essere delle “ripercussioni”, le conseguenze per lui “sarebbero pesanti e forse non del tutto sostenibili”.
Però vuole far sentire la sua voce, e titola questo scritto “Lo Stato visto da dentro”.
Ho 45 anni , sono un carabiniere e ho 25 anni di servizio. Leggo il tuo blog quotidianamente e quotidianamente mi schifo e rabbrividisco alle porcate di questo Governo. Nell’ambiente di lavoro non faccio mistero di quello che penso di mr. B. e dello scempio che sta facendo dell’Italia. Amo il mio paese e sogno che un giorno diventi un paese normale, dove la democrazia sia vera, i politici siano onesti e al servizio dei cittadini, dove i miei figli possano avere un’istruzione adeguata e possano trovare lavoro senza raccomandazione, dove tutti paghino le tasse , dove la giustizia sia rispettata e valorizzata. Per questo tra i miei colleghi sono considerato un
anarchicocomunistadimerda. Il 95% dei miei colleghi è di destra/leghista (e può anche essere normale), la grande maggioranza di questi è fascista (nel senso che sulla scrivania o nell’armadietto o nel portafoglio o sul cellulare conserva il busto o le foto del duce, o i discorsi o i fllmati o le canzonette di quel periodo), e quando si parla di immigrati o extracomunitari sono tutti “negri di merda”, mentre quelli di sinistra sono tutti “comunisti di merda”, “ambientalisti del cazzo” a cui “va rotto il culo”, oppure “vanno tutti ammazzati”. Le porcate di mr. B. “sono il male minore” e “…ma lasciatelo lavorare” La disinformazione è dominante e l’informazione (quella vera) non interessa quasi a nessuno. In caso di mobilitazione o “golpe” o colpo di Stato o guerra civile (facciamo le corna) le Forze di Polizia si schiererebbero (e molto volentieri) da quella parte. Penso che sia ora, per chi crede in altri valori e non vuole che la Costituzione e l’Italia siano definitivamente demolite da questo genere di persone, di uscire allo scoperto, di esprimere le proprie idee, il proprio dissenso, di dichiarare la fedeltà nella Costituzione (quella originale) e di combattere con tutti i mezzi civili contro questo schifo.

Da giorni prima di vederlo il mare era un odore
Un sudore salato, ognuno immaginava di che forma .
Sarà una mezza luna coricata, sarà come il tappeto di preghiera,
sarà come i capelli di mia madre.
Beviamo sulla spiaggia il tè dei berberi,
cuciniamo le uova rubate a uccelli bianchi.
Pescatori ci offrono pesci luminosi,
succhiamo la polpa da scheletri di spine trasparenti.
L’anziano accanto al fuoco tratta con i mercanti
Il prezzo per salire sul mare di nessuno.
Notte di pazienza, il mare viaggia verso di noi,
all’alba l’orizzonte affonda nella tasca delle onde.
Nel mucchio nostro con le donne in mezzo
Un bambino muore in braccio alla madre.
Sia la migliore sorte, una fine da grembo,
lo calano alle onde, un canto a bassa voce.
Il mare avvolge in un rotolo di schiuma
La foglia caduta dall’albero degli uomini.
Vogliono rimandarci, chiedono dove stavo prima,
quale posto lasciato alle spalle.
Mi giro di schiena, questo è tutto l’indietro che mi resta,
si offendono, per loro non è la seconda faccia.
Noi onoriamo la nuca, da dove si precipita il futuro
che non sta davanti, ma arriva da dietro e scavalca.
Devi tornare a casa. Ne avessi una, restavo.
Nemmeno gli assassini ci rivogliono.
Rimetteteci sopra la barca, scacciateci da uomini,
non siamo bagagli da spedire e tu nord non sei degno di te stesso.
La nostra terra inghiottita non esiste sotto i piedi,
nostra patria è una barca, un guscio aperto.
Potete respingere, non riportare indietro,
è cenere dispersa la partenza, noi siamo solo andata.
Faremmo i servi, i figli che non fate,
nostre vite saranno i vostri libri d’avventura.
Portiamo Omero e Dante, il cieco e il pellegrino,
l’odore che perdeste, l’uguaglianza che avete sottomesso.
Nathalie Galesne

