Photo Notes

mar  10
1



  

Un giorno… dopo l’ altro

 

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Black Sun

Riace

Highway 106

 

feb  10
24



  

Al capolinea della vergogna

Archiviato in: Campania, Dark Side, Ghost Town, Italians, Modern Times, Proposed, Road Friends, Stone Road — Blue Road @ 11:54 PM

Viene dal mare il vento, e tira dalla pianura soffiando nell’ incavo di una vecchia fisarmonica dai tasti ingialliti.

Si vede da lontano che cavalca, curvo sulle onde, alto sull’ orizzonte, e sulle onde bianche ricade quel suono lontano.

Striscia come un frutto marcio quel treno, lungo le antenne che delineano una citta’

troppo lontana per essere vicina. Nessuno sguardo si alza a stirare nuvole bianche dai duri sorrisi…

In fila per due ad aspettare con occhi gonfi di cancelli chiusi oltre la barriera della memoria.

Striscia come un frutto marcio quel treno, frutto d’ ignavia di cui si nutrono i vermi.

In questa pianura bagnata di mare, solcata di acque salate e popoli antichi…

Invasi e invasori, mai restati e mai partiti…

In questa pianura bagnata di vergogne, solcata di acque salate e popoli di oggi…

Invasori e invasati, ovunque restati e ovunque partiti. Viaggiatori senz’ anima,

tra paesaggi mai terminati…

20 Km.

e’ la lunghezza di una ferita, l’ unita’ di misura della vergogna.

Una vergogna ormai arrivata al capolinea.

Al capolinea di Montesanto, nel cuore del quartiere Pignasecca a Napoli.

Petru Birlandeanu, un musicista ambulante, colpevole di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Una brutale sparatoria tra camorristi, in pieno centro storico. In pieno giorno.

Petru viene colpito da un proiettile vagante, e’ ferito ma riesce

ad arrivare al capolinea della ferrovia cumana, ma la ferita si rivela mortale.

Petru si accascia definitivamente a terra, tra i tornelli dei biglietti e le urla disperate di sua moglie Mirella.

Quelle urla vengono offese e calpestate dall’ indifferenza di gente che

continua a vidimare biglietti e calpestare il sangue e gli ultimi respiri di Petru, calpestare la millenaria storia fatta di tolleranza di una citta’ come Napoli

calpestare lo sguardo atterrito di sua moglie Mirella che ormai non ha piu’ nemmeno voce per urlare.

Le voci di Cristina e Violeta invece sono rimaste a Torregaveta, sull’ altro capolinea della vergogna.

In un giorno di luglio e una spiaggia affollata, tra ombrelloni e creme abbronzanti,

mentre le due ragazzine zingare, forse in un barlume di coscienza della loro adolescenza decisero, invece di caritare,

di divertirsi tra le onde di un mare che invece le ha ingoiate, rigettandole poi su una spiaggia dove i loro corpi senza vita piu’ che suscitare umana pieta’ arrecavano disturbo alla bella giornata di sole dei bagnanti domenicali.

Montesanto-Torregaveta 20 Km. di vergogna. Di un mondo, su quei binari, che gira al contrario, che si muove ma resta fermo tra gente inanimata dissociata ormai dal divenire… viaggiatori senz’ anima.

La fisarmonica di Petru giace ora in una teca.

Al capolinea della Stazione Cumana di Montesanto.

Il Teatro della Legalita’ ha messo in scena la vergogna.

Al capolinea della stazione Cumana di Torregaveta.

Le immagini di questa slide sono della bravissima Irene di Caprio

feb  10
15



  

3.32 a.m.

Archiviato in: Dark Side, Ghost Town, Italians, Modern Times, Proposed, Reportage, Stone Road — Blue Road @ 11:56 AM

 

…..alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno”. “Lo so”, e ride. “Per carità, poveracci”. “Va buò”. “Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”

(Balducci Holding)

 

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gen  10
14



  

Ernestina…

Archiviato in: Campania, Ghost Town — Blue Road @ 9:34 PM

 

C’e’ una strana legge di natura che ingoia il tempo fino a renderlo immobile…

La strada e le valli circostanti emanano una nebbia luminosa attraverso la pioggia e

quelle distese che in inverno assumono un fascino d’ inquieta beatitudine.

 

Le montagne non interrompono la luce, piuttosto sembrano risponderle con quella

netta nerezza imprecisamente verdeggiante. Un verde che sopravvive anche all’ inverno.

 

L’ Irpinia e’ così, fiera nei suoi silenzi…

 

La burocrazia ha imprigionato Ernestina in un container del terremoto lei e suo marito.

Dal terremoto del 23 Novembre 1980 guardano la loro casa dove non possono tornare, impediti da un labirinto

di cavilli.

Il marito non ce l’ ha fatta…

 Lei sopravvive in una gabbia, gonfia d’ amianto, piantata sulla nuda terra….

gen  10
12



  

Il sangue…

Archiviato in: Campania, Front Page, Ghost Town, Italians, Modern Times, Stone Road, Working Class — Blue Road @ 11:52 AM

 

… e’ uguale per tutti.

gen  10
7



  

Sbirro…

Archiviato in: Campania, Ghost Town, Portrait, Road Friends — Blue Road @ 9:28 PM

 

L’hanno raccontata in tanti, sviscerandone i problemi e le contraddizioni con l’occhio impietoso delle telecamere e la penna disinibita di giornalisti e scrittori, da Saviano in giù. Scampia non ha più segreti, ormai. I tentacoli della camorra l’avvolgono da anni, facendone un grande supermarket della droga. Quello che mancava, nella rappresentazione di una realtà prigioniera dei suoi mali, era una delle voci di dentro.

 

Arriva, con la semplicità di chi non s’illude di poter cambiare tutto, ma osserva e interviene: è la voce, o meglio la penna, di Lorenzo Stabile, Ispettore Capo della Polizia di Stato, che coordina da sei anni la squadra investigativa del Commissariato di Scampia.  Ha deciso di appuntarsi tutto, insieme con i suoi uomini, e raccontarlo in “Dentro le Vele: diario di uno sbirro” un libro che percorre la quotidianità delle Vele snocciolando eventi e aneddoti, spesso agghiaccianti.

 

I racconti di Lorenzo Stabile parlano di camorristi senza scrupoli e di vite fatte di espedienti, di assuefazione alla camorra e di bambini che crescono tra ascensori destinati solo al commercio della droga e papà arrestati. “Il merito di questo libro – spiega Tano Grasso, consulente antiracket e antiusura della Regione Campania – è quello di raccontare Scampia non attraverso i consueti riflettori che la illuminano dall’alto, ma con una luce più discreta, dal basso.

 

 

nov  09
17



  

Liberty house…

Archiviato in: Campania, Ghost Town, Italians, Proposed, Reportage, Stone Road — Blue Road @ 1:58 PM

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lug  09
31



  

L’ ultima spiaggia…

Archiviato in: Ghost Town, Modern Times, Sea Land, Stone Road — Blue Road @ 8:23 PM

E non c’e’ piu’ neanche un sereno moto di pensieri leggeri che volino distesi come giochi di bambini sulle spiaggie della coscienza… percorrendo anche i deserti della vita…

…quelli dove ci si perde per l’ essere per sempre, fino alla fine… che libera, e c’e’ il passo che si ferma fino al nuovo giorno a contare il cammino percorso, in questo essere fino alla fine del viaggio.

Un giorno potessi rispondere con la volonta’ alle domande, nel silenzio dei miei momenti, tra le strade antiche di questa citta’, in cui do’ spietatamente anima alle parole… come rigurgiti di vuoto, lievi pensieri che spirano invano nel vento.

Nel delirio la parola si ferma, quando la calma vuole spazio e si nega all’ essere… anche la vittoria della stanchezza sui sensi che l’ hanno servito nel tempo della luce del giorno appena trascorso…

Cammino con prudenza nella sabbia del deserto…

…perche’ gli uomini spesso dimenticano cio’ che hanno visto.

mag  09
30



  

The legend of the ghost rider

Archiviato in: Ghost Town — Blue Road @ 9:39 PM

Faces and masks on the road, apprehension and anger, bawls and noises,

the city is full of thousand distant and near sufferings, ants on the sap of the nothing daily paper.

The time shortens, words and movements in the frenzy of a beehive,

not more me, us, you, them, the unknown and fleeing humanity of a game of mirrors.

Confused images, fragments of an unknown thought of truth, modesties and lies.

At the end, all keeps silent and he stops, only lightnings of anger and noise, the city falls asleep and the forgotten memory

it spreads the thoughts of the metropolis. Slowly the landscape becomes liquid, the mind it flies free.

We exist…

mar  09
25



  

Native of Acerra

Archiviato in: Campania, Ghost Town — Blue Road @ 10:29 PM

It plays with the sounds and the you toll

of the bells to the stars

and on the cheeks also the retouches

of a blasphemer pink crayon

a puff of wind to the ear

and a cry that stretches him to valley.

It lowers the night and the skies they are closed

mother nature rests

it falls asleep on the womb

of a mother that rotates

crossing the road

what it conducts to the cemetery of Acerra.

feb  09
17



  

The foreigners

Archiviato in: Ghost Town — Blue Road @ 9:35 PM

 

Nothing to the world is more dangerous than a sincere ignorance and a conscientious stupidity.

 

 

feb  09
10



  

Desterro

Archiviato in: Ghost Town — Blue Road @ 4:13 PM

The men pass, ideas stay. Their moral tensions stay and they will keep on walking on the legs of other men.

gen  09
31



  

Desert

Archiviato in: Ghost Town — Blue Road @ 6:38 PM

 

 

I have placed the head on soft thoughts and I have dreamt black daisy wheel  

what I cannot pick up. I have hidden everything in the palm of the hand  

and I have gotten further my thoughts. I have followed eyes of woman to cry and   

it howls of unpleasant swearwords. A theater of blood had been petrifying for the time.  

A theater of blood and smiles idiots of cement on that hill that I have of forehead.  

Where the moon once placed its nighttime melodies. Where the wind speaks  

and it gets excited in bad way frightening the passer-bys. Harmless passer-bys that   

they look at souls in punishment. Attending nervous the bells of the goodbye.

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